STUDIO NEUROPSICOMOTORIO

Dott.ssa Martina Vischi
Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva
Formazione: laurea in Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva conseguita presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Padova

CONTATTI
Vischi Martina
Cell. 349-5244278
Email vischi89@gmail.com

ATTIVITA’ CLINICA
Il Terapista della neuro e psicomotricità attua interventi (individualmente o in piccoli gruppi) di prevenzione, terapia e riabilitazione dei disturbi neuropsichiatrici dell’età evolutiva (0-18 anni), come ad esempio:

  • Difficoltà e disturbi motori
  • Disabilità neuromotoria
  • Esiti della prematurità
  • Sindromi genetiche
  • Disturbi visuospaziali e visuocostruttivi
  • Ritardo mentale
  • Disturbi dell’attenzione ed iperattività
  • Autismo e disturbi dello sviluppo
  • Disturbi del comportamento (aggressitività, inibizione, ritiro sociale, ecc.)

Il Neuropsicomotricista, inoltre, realizza:

  • Laboratori di psicomotricità educativo-preventiva per bambini in età prescolare (3-5 anni) e scolare (6-8 anni) in studio o presso le scuole
  • Spazio psicomotorio mamma (o papà) – bambino (0-3 anni)
  • Insegnamento in gruppo del massaggio infantile (a mamme e/o papà con il loro piccolo)

L’intervento del Neuropsicomotricista è preceduto da una valutazione dello specialista e si realizza all’interno di un progetto riabilitativo integrato con gli specialisti referenti che svolgono una supervisione al terapista e valutazioni di controllo periodiche del paziente. Il Procedimento valutativo prevede:

  • Colloquio con i genitori e raccolta anamnestica
  • Sedute di osservazione neuro psicomotoria
  • Restituzione della sintesi osservativa e discussione dell’intervento ipotizzato

FORMAZIONE
Formazione e consulenza ad enti e istituzioni scolastiche.

LA NEUROPSICOMOTRICITA’
La NeuroPsicomotricità è una disciplina che considera la persona nella sua “globalità”, ovvero come correlazione di strutture somatiche, affettive, cognitive.

Punto d’incontro di tali strutture è il CORPO, canale per esprimere le proprie emozioni, comunicare e conoscere: il soggetto è stimolato a sentire, elaborare e trasformare le informazioni in idee, esperienze e vissuti. All’interno di questi momenti, il neuropsicomotricista applica modalità di comunicazione VERBALE, ma soprattutto tecniche a mediazione corporea di tipo NON VERBALE.

Il bambino non gioca per imparare ma impara perché gioca. Allo stesso modo, nella neuropsicomotricità, il corpo viene stimolato alla spontaneità, al movimento, all’azione e alla rappresentazione. Il piacere di agire, che scaturisce da queste esperienze, genera la scoperta e la conquista del mondo e permette il passaggio al piacere di pensare: attraverso la neuropsicomotricità viene proposto un percorso evolutivo che, partendo dal piacere di giocare e di fare esperienza con il corpo, aiuta a rielaborare le proprie esperienze emotivo – affettive, a maturare a livello cognitivo e a sviluppare in modo armonico la propria personalità. Come si può “ascoltare” l’altro se non si può ascoltare se stessi? La comunicazione non verbale, la relazione tonico-emozionale, sono in grado di avvicinare all’altro passando attraverso una migliore percezione di sé.

La NeuroPsicomotricità è specifica per diversi ambiti:

Per quanto riguarda l’aspetto educativo – preventivo, essa è rivolta a tutti i bambini fino agli 8 anni circa. Per il bambino costituisce un’esperienza di ricerca evolutiva che stimola le sue potenzialità e capacità.

All’interno di questi momenti, laddove si manifestino difficoltà, si interviene perché sia superato l’ostacolo e sia permesso il refluire del normale processo.

In ambito rieducativo e terapeutico la neuropsicomotricità è rivolta a bambini in età anche superiore agli 8 anni che presentino difficoltà nella strutturazione dello schema corporeo e dell’immagine di sé, nella comunicazione o negli apprendimenti.

Nel trattamento individuale, legato a specifici interventi, il progetto psicomotorio viene concordato con lo specialista Neuropsichiatra o Psicologo, in seguito ad una diagnosi clinica.

Cosa accade durante una seduta?
Durante la seduta il conduttore NeuroPsicomotricista struttura gradatamente gli spazi, definisce una sequenza di attività ed una logica temporale. Il bambino che partecipa alla seduta si sente rassicurato nel ritrovare spazi, luoghi, tempi e materiali a lui noti, da dove ripartire nel percorso di gioco ed apprendimento, evolvendo anche da un punto di vista cognitivo. Attraverso lo spazio della seduta il neuropsicomotricista si propone quindi di accogliere e rispondere adeguatamente alle richieste profonde del bambino, di favorirne gli aspetti creativi e la formazione del pensiero.
Tenendo conto che l’attività neuropsicomotoria è qualcosa di unico e diverso per ogni incontro, si possono comunque distinguere rituali, regole e tempi definiti:

  • un momento iniziale in cui i partecipanti sono raccolti in cerchio, viene loro annunciato il materiale a disposizione e ricordate le regole del gioco (legate soprattutto al rispetto degli altri, di se stessi e del luogo);
  • la seduta psicomotoria vera e propria in cui i partecipanti scelgono il materiale a disposizione per giochi di tipo sensomotorio e simbolico;
  • un momento finale di dialogo su quanto avvenuto durante il gioco, di rappresentazione grafica e manipolativa, al fine di tradurre la propria emotività in linguaggi diversi e più accessibili.

La sala di NeuroPsicomotricità
Solitamente si tratta di una palestra. Prima di accedere alla sala ci si prepara, indossando un abbigliamento comodo e togliendosi le scarpe. Tale abitudine consente di separare, anche attraverso i gesti, il “fuori” (la vita all’esterno, regolata da tempi e leggi proprie) ed il “dentro”, lo spazio cioè in cui il piacere dell’individuo viene riconosciuto e trova la sua massima espressione nello sperimentare, creare, agire, comunicare.
La sala di neuropsicomotricità si presenta ordinata, con gli oggetti presenti ben distribuiti: cuscini di stoffa colorata dalle varie forme e grandezze, magari impilati in alte torri; materassi capienti e morbidi, dagli spessori variabili; tessuti di svariate tonalità, raccolti, disposti in una cesta oppure aperti sul pavimento; cerchi di differenti grandezze; palloni, palline di spugna o plastica, maxi palloni ideali per il dondolio; spalliere o plance adatte per compiere salti e per stimolare la ricerca della verticalità, bastoni, moduli in legno per costruire torri, case ed altro ancora, un grande specchio dove incontrare la propria immagine e quella degli altri partecipanti; carta, colori, plastilina, argilla… tutto ciò che consente di esprimere le emozioni vissute durante l’attività, con un linguaggio anche non verbale. È dunque il luogo in cui esprimersi attraverso proprie modalità, da quelle più inibite a quelle meno controllate, accettando e canalizzando la pulsionalità.
La seduta neuropsicomotoria si svolge in uno spazio e in un tempo costanti, è cadenzata da un rito iniziale, da uno finale e dalla presenza costante dei materiali proposti e delle persone che conducono il percorso; è il luogo della spontaneità e della libertà d’azione del bambino, che deve essere lasciato libero nel gioco.